Premessa
Manifesto per una Repubblica che funziona. Per diciassette secoli abbiamo difeso la libertà dagli imperi. Negli ultimi vent'anni abbiamo dovuto difenderla anche da noi stessi.
Né destra né sinistra. Buon senso.
E sì, lo diciamo sapendo che lo dicono tutti. La differenza, semmai, è il punto da cui guardiamo le cose: dalla parte di chi una busta paga la guarda con preoccupazione il 27 del mese, di chi un'azienda l'ha aperta sul serio firmando fideiussioni, di chi a trent'anni cerca casa e non la trova, di chi a sessanta ha lavorato una vita e ora teme che la pensione non basti.
Se le aziende stanno bene, stanno bene anche i dipendenti. E viceversa. Non sono squadre avversarie. Sono la stessa squadra.
Chi fa impresa paga gli stipendi che fanno vivere le famiglie. Chi lavora con competenza fa funzionare le aziende che reggono il Paese. Mettere in conflitto chi assume e chi è assunto è il gioco più antico, e il più stupido.
Da vent'anni a San Marino si discute spesso come se il problema fosse decidere chi tutelare di più. Noi pensiamo che il problema sia un altro: creare le condizioni perché tutti possano stare un po' meglio di ieri. Non con la bacchetta magica. Con regole serie, costi più bassi, decisioni rapide, controlli puntuali quando servono e silenzio dello Stato quando non servono.
Vogliamo uno Stato che faccia poche cose, e le faccia bene. Non uno Stato che vi spiega come vivere, cosa comprare, cosa pensare. Non uno Stato di polizia. Ma neppure uno Stato distratto, che si accorge dei problemi solo quando è tardi.
Questo manifesto è il nostro primo contributo. Promette tre cose:
- Dire la verità su cosa non ha funzionato, senza isterismi e senza propaganda.
- Proporre soluzioni che si possano davvero fare, non visioni del 2040.
- Restare liberali sul serio: cioè rispettare le persone, e fidarsi di loro.
Cosa non ha funzionato
Prima di proporre, occorre capire. Negli ultimi vent'anni la Repubblica ha sbagliato, o non ha corretto, almeno dieci cose. Le elenchiamo perché senza fare i conti con il passato non si costruisce nulla. Ogni cifra ha la sua fonte, e quando una cifra è una nostra stima lo scriviamo.
- 1Lo Stato-paracadute
- 2Il fisco-cantiere
- 3Esistere costa
- 4Pensioni frenate
- 5La casa, un privilegio
- 6Fuori dal digitale
- 7Solo sussidi
- 8L'Accordo al chiuso
- 9La Repubblica come proprietà
- 10Chi parte non sempre torna
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Lo Stato-paracadute
Le banche in crisi, lo Stato come paracadute
Nel bilancio 2016 la Cassa di Risparmio ha registrato una perdita di circa 534 milioni di euro, spalmata per legge su venticinque anni. Asset Banca, già commissariata, è stata posta in liquidazione coatta amministrativa dalla Banca Centrale nel giugno 2017, e il decreto-legge 80 del luglio successivo ne ha passato in blocco attivi e passivi alla Cassa di Risparmio. Banca CIS è stata posta in amministrazione straordinaria nel gennaio 2019 e, dal luglio dello stesso anno, sottoposta a risoluzione in base alla legge 102 del 2019, con il nuovo nome di Banca Nazionale Sammarinese. Tre crisi, un copione simile: i controlli sono arrivati dopo, e ogni volta è servito un intervento per legge o per decreto.
E intorno, un sistema di pagamenti che resta indietro. Gli esercenti hanno denunciato forti aumenti delle commissioni sulle carte, e il tetto europeo alle commissioni interbancarie non li copre. Stripe non è disponibile per le imprese con sede a San Marino, mentre lo è per Malta, Liechtenstein e Gibilterra.
La proposta che risponde
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Il fisco-cantiere
Le tasse sono un cantiere permanente
Famiglie e imprese dovrebbero poter sapere oggi quanto pagheranno fra cinque anni. Il 2025 mostra quanto sia difficile. La riforma dell'IGR è stata approvata dal Consiglio Grande e Generale il 5 novembre 2025, dopo due scioperi generali, il 23 settembre e il 7 ottobre, proclamati dai sindacati CSdL, CDLS e USL mentre la legge era ancora in discussione. La prima versione escludeva i frontalieri dalle agevolazioni; dopo le modifiche restano escluse le detrazioni per familiari a carico, affitto e spese sanitarie. Sopra i redditi più bassi, la detrazione che ha preso il posto delle vecchie deduzioni spetta solo in proporzione alle spese fatte a San Marino con la SMaC: usarla resta facoltativo, ma chi non traccia le spese detrae meno, o niente. E l'aliquota sulle imprese è salita dal 17% al 18% per gli anni dal 2026 al 2030, «in via straordinaria e meramente transitoria».
A San Marino «transitorio» è l'aggettivo che fa più paura.
La proposta che risponde
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Esistere costa
Fare impresa costa troppo
Una piccola SRL paga prima ancora di incassare: tassa di licenza, tassa di concessione governativa, il commercialista ogni mese, adempimenti societari ripetuti. E i contributi previdenziali dell'amministratore-socio, che salgono ogni anno fino al 2031 e si pagano almeno sul reddito minimo, anche quando la società incassa poco. Secondo le nostre stime, per una società piccola e senza dipendenti queste voci possono arrivare a mangiare metà dell'utile. È una stima, e la verificheremo con lo studio comparativo che stiamo preparando.
La proposta che risponde
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Pensioni frenate
Anziani e pensionati lasciati indietro
Dal 2023 al 2027 la rivalutazione delle pensioni è limitata da un tetto del 2,2% l'anno: secondo il sindacato pensionati FUPS-CSdL, le pensioni hanno perso così, in media, il 16% del potere d'acquisto. Per la stessa FUPS-CSdL, con la riforma IGR le tasse di una badante passerebbero da circa 100 a 800-1.000 euro l'anno, e il costo finisce sulle famiglie che la assumono. Nel 2025 si sono rivolte alla Caritas di San Marino 93 famiglie, 224 persone. Lo Stato sociale c'è, ma non basta più.
Le proposte che rispondono
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La casa, un privilegio
La casa è un privilegio
Secondo l'Unione Consumatori Sammarinesi (gennaio 2024), un appartamento che prima si affittava a 500-600 euro oggi può arrivare a 1.000 euro al mese. C'è chi a trent'anni cerca casa e la trova solo oltre confine. La legge 27 del 1995 prevede un'imposta sugli immobili abitativi di società ed enti non affittati: gli importi sono ancora in lire e non è mai stata applicata. Sulle residenze atipiche il confronto è aperto: l'Unione Consumatori e alcuni consiglieri di opposizione le indicano tra le cause dei rincari, il governo lo nega. I numeri, intanto, sono questi: nel 2023 ne sono state concesse 91, di cui 58 a pensionati, il doppio del 2022; nel 2025 i requisiti sono stati inaspriti. E c'è chi preferisce tenere un appartamento vuoto, perché rientrarne in possesso da un inquilino moroso è un calvario.
Risultato: perdono tutti.
La proposta che risponde
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Fuori dal digitale
Siamo rimasti fuori dal mondo digitale
Dal febbraio 2023 Amazon non accetta ordini con consegna a San Marino; ufficialmente, qui non consegna dal 2014. Ad agosto 2026 il governo lavora con Poste San Marino per riattivare le consegne, e va riconosciuto: è la strada giusta. Ma l'orizzonte indicato è «il medio periodo», e manca l'altro lato. San Marino non è tra i Paesi da cui Amazon accetta la registrazione dei venditori: per vendere, un'impresa sammarinese deve avere sede in un Paese ammesso o affidarsi a una società estera. La fattura elettronica con l'Italia resta più complicata di quanto dovrebbe essere tra due economie così legate. Un'esclusione strutturale che costa fatturato vero.
La proposta che risponde
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Solo sussidi
Basta un sussidio a chi perde il lavoro?
L'indennità c'è. Le liste di avviamento ci sono. Ma la ricollocazione vera funziona poco. Chi perde il lavoro a cinquant'anni ha bisogno di più di un assegno: ha bisogno di una strada.
La proposta che risponde
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L'Accordo al chiuso
L'Accordo UE gestito al chiuso
L'Accordo di associazione con l'Unione europea è stato negoziato dal 2015 e chiuso nel dicembre 2023. Il 16 luglio 2026 il Consiglio dell'UE ha autorizzato la firma, prevista per il 19 ottobre 2026; poi servono il consenso del Parlamento europeo e le ratifiche. È un'opportunità storica. Eppure gran parte dei cittadini non sa cosa cambierà. Si possono fare scelte storiche al posto del popolo: ma poi non ci si lamenti se il popolo non le difende.
La proposta che risponde
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La Repubblica come proprietà
La Repubblica trattata come proprietà
Poltrone, consulenze, sottogoverno: un sistema che si alimenta da solo. In una Repubblica di trentaquattromila abitanti ci si conosce tutti, ed è una ricchezza. Diventa un problema quando le nomine seguono l'appartenenza e i controlli arrivano dopo. Ogni volta che succede, la fiducia nelle istituzioni paga il prezzo, e a San Marino quella fiducia è già stata messa alla prova più volte. Il rimedio non è un proclama: bilanci, appalti e nomine pubblicati come dati aperti, che chiunque può scaricare e confrontare.
La proposta che risponde
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Chi parte non sempre torna
Giovani che vanno via, famiglie che faticano
Chi si laurea fuori non sempre torna. Non per cattiveria: perché qui può non trovare salari competitivi, prospettive di carriera e, oggi, nemmeno una casa alla sua portata. Quanti siano, un dato pubblico non lo dice, e lo lasciamo come domanda aperta nel programma. Le nascite, almeno, danno un segnale: 165 nel 2025 contro 144 nel 2024, secondo i dati preliminari del governo. È un segnale da sostenere.
Adottare, invece, resta un percorso complicato: le coppie sammarinesi spesso devono rivolgersi al sistema italiano. Le regole generali stanno nella legge 49 del 1986, le adozioni internazionali nella legge 83 del 1999. E le coppie unite civilmente, riconosciute dalla legge 147 del 2018, non possono adottare come coppia. Eppure ci sono bambini che aspettano una famiglia stabile che li ami: il loro interesse viene prima delle etichette.
Le proposte che rispondono
Le quindici proposte
Niente promesse irrealizzabili, niente rivoluzioni copernicane. Cose concrete, fattibili, misurabili. Ognuna ha la sua pagina: il problema, le misure con i tempi, l'obiezione più prevedibile e la risposta. I tempi si contano dal giorno in cui avremo la responsabilità di governare.
Le quindici proposte, in una pagina15 proposte, 97 misure
- 1Stabilità fiscale16%
Fiscol'aliquota IGR sulle imprese al 16% dal primo anno di governo, un punto sotto il 17% di prima dell'aumento, e poi cinque anni senza altre modifiche strutturali all'IGR.
- 2Meno costi alle imprese−50%
Impresetassa di concessione dimezzata sotto i 200.000 euro di ricavi, e un contributo forfettario per le micro-SRL.
- 3Aprire al mondo12 mesi
Commercio onlinedodici mesi per riportare consegne e venditori sammarinesi sui marketplace, pressione sui servizi di pagamento online perché riconoscano i conti sammarinesi, una fattura elettronica senza passaggi inutili.
- 4Burocrazia in 72 ore72 ore
Burocraziauna licenza per attività liberalizzata in 72 ore, poi vale il silenzio-assenso.
- 5Risparmi tutelati, banche che funzionano50 mln €
Bancheoltre i 50 milioni, un salvataggio lo decide il Consiglio a maggioranza qualificata.
- 6Sanità di qualità, vicina agli anziani3 anni
Sanitàtre anni di piano sulle liste d'attesa, verificato ogni mese, e un sostegno vero a chi assiste un anziano.
- 7Casa equilibrata200 alloggi
Casa200 alloggi a canone calmierato in cinque anni, con tutele per chi affitta e per chi cerca casa.
- 8Lavoro, non solo sussidi24 mesi
Lavorocontributi dimezzati per 24 mesi a chi assume un disoccupato over 50 o di lunga durata.
- 9Famiglia, figli e adozioni1999
Famigliapiù sostegno a chi fa figli, e la legge del 1999 sulle adozioni internazionali da riscrivere.
- 10Frontalieri12 mesi
Frontalieriparità fiscale con i residenti, e dodici mesi per chiudere la questione delle pensioni degli ex frontalieri.
- 11Giovani e talenti−50%
GiovaniIGR ridotta del 50% per cinque anni a chi rientra dopo almeno ventiquattro mesi all'estero.
- 12Accordo UE, con il popolo informato1 referendum
Europasì all'Accordo, spiegato settore per settore, con un referendum consultivo.
- 13Stato digitale24 mesi
Stato digitaleidentità digitale unica entro ventiquattro mesi, e dati aperti su bilanci, appalti e nomine.
- 14Sicurezza e Milizie+0
Sicurezzavalorizzare e modernizzare i corpi volontari, senza una persona in più negli organici professionali.
- 15Politica estera attiva1 agenzia
Esterodiplomazia economica e un'agenzia unica per attrarre investimenti e sedi estere.
Cosa non siamo
Non siamo populisti.Non promettiamo l'impossibile.
Non siamo nostalgici.La Repubblica del passato è un'altra Repubblica.
Non siamo lobbisti di nessuno.Né delle banche, né delle corporazioni, né di nessuna famiglia. Rispondiamo ai cittadini che ci voteranno e a quelli che, cosa più importante, un giorno ci voteranno via.
Non siamo moralisti.Crediamo nella libertà individuale, nei diritti civili, nell'iniziativa privata. Non vogliamo dirvi come vivere. Vogliamo darvi gli strumenti per vivere meglio.
Cosa siamo
Siamo liberali, nel senso più semplice e radicale della parola: pensiamo che la libertà sia il punto di partenza. Libertà di intraprendere, di lavorare, di studiare, di pensare, di criticare, di sbagliare. Libertà di amare, di costituire una famiglia, di accogliere un figlio.
Siamo riformisti, perché lo status quo a San Marino ha mostrato i suoi limiti.
Siamo sammarinesi: crediamo che questa Repubblica abbia ancora un futuro come Stato sovrano, indipendente, originale. Non come provincia di nessuno.
Le tre promesse
Le tre promessePubbliche, e da verificare a fine legislatura
«Non chiederemo più tasse a chi già paga troppo.»
Il ceto medio sammarinese ha dato il suo contributo, e anche di più. Le risorse aggiuntive si trovano nell'efficienza, nella lotta agli sprechi, nell'apertura economica.
«Non parleremo della Repubblica come di una nostra proprietà.»
I posti di sottogoverno, le poltrone, le consulenze a parenti e amici: tutto questo va smontato. Competenze sopra le tessere. Sempre.
«Non firmeremo nulla che non abbiamo letto, capito e spiegato.»
Accordi internazionali, contratti pubblici, leggi di bilancio: niente passa al buio, da nessuna parte.
Sono le prime tre righe su cui potrete misurarci.
Le firme arrivano in autunno, sotto queste righe.Una cosa, prima di chiudere
San Marino è la Repubblica più antica del mondo. Ha attraversato imperi, dittature, guerre, occupazioni. Ha sempre saputo come restare in piedi.
Negli ultimi vent'anni abbiamo sbandato. Non per mancanza di persone per bene: molti hanno fatto il possibile. Ma per inerzia, per autoreferenzialità, per quella cosa che succede ai sistemi piccoli quando smettono di farsi domande scomode.
È il momento di rifare quelle domande. A queste domande non si risponde con slogan. Si risponde con politiche. E le politiche, prima ancora di essere fatte, vanno scritte.
Questo è il nostro primo contributo. Il secondo lo scriviamo con voi. Se pensate che una di queste pagine sia sbagliata, diteci dove sbagliamo.
Aggiornato il 17 settembre 2026. Rispetto alla bozza di primavera abbiamo ricontrollato le cifre con le fonti, una per una. Cosa è cambiato lo trovate nella pagina Cosa abbiamo aggiornato.